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Capsule
Le capsule sono una vera e propria rivoluzione nel mondo del caffè. Hanno cambiato le abitudini quotidiane delle persone, permettendo di bere un caffè espresso eccellente, per aromi e sapori, contando su svariate combinazioni di miscele, in qualsiasi momento della giornata, a casa come al lavoro in meno di un minuto.

Le capsule hanno caratteristiche diverse, si possono trovare di plastica o di alluminio, hanno forme, misure e colori diversi (il più utilizzato è il sistema FAP 36mm conosciuto come espresso point), con lo scopo comune di racchiudere tutti gli aromi e i profumi del caffè, il che permette di avere un prodotto fresco, come se fosse appena stato macinato. Il contenuto non si modificherà nel tempo poiché le capsule vengono confezionate singolarmente e in ambiente protetto. Esse nel corso del tempo hanno subito evoluzioni nei materiali, tanto da resistere alle temperature più alte nel momento dell’ erogazione, senza rilasciare sostanze dannose. Ogni materiale impiegato è riciclabile, favorendo la raccolta differenziata, ponendo plastica alluminio e caffè nei rispettivi contenitori.

Cialde
Un altro sistema che viene utilizzato per valorizzare l’aroma e profumi del caffè è la cialda. Biodegradabile anch’essa, differenzia dalla capsula sostanzialmente nel contenitore, che in questo caso è di cellulosa, e come le capsule hanno diverse misure, il sistema più diffuso è l’ESE, (Easy Serving Espresso) un sistema standard che permette di utilizzare le cialde su diverse macchine da caffè professionali e da casa. Anche le cialde vengo confezionate con all’interno piccole dosi di caffè in ambiente protetto, garantendo uno standard qualitativo alto, sono apprezzate sopratutto nei bar, per la preparazione di caffè di minor consumo come speciali, aromatizzati e decaffeinati poiché confezionate singolarmente permettono di avere un prodotto sempre perfetto.

Moka
La preparazione del caffè è un rito che necessita pratica e attenzione, è una bevanda che fa parte della vita quotidiana di tutte le culture nel mondo, proponendosi ogni volta con metodi di estrazione diversi, con aromi e sapori differenti ma tutti uniti dall’acqua calda. Il metodo per la preparazione del caffè subisce evoluzioni in tutto il mondo.

I primi sistemi conosciuti per la preparazione del caffè risalgono all’eta della scoperta delle Americhe. In Europa, a quei tempi, si preparava deponendo la polvere del caffè sul fondo del contenitore, aggiungendo l’acqua per poi portare il tutto in ebollizione!. Non essendo filtrato si rischiava di bere oltre la bevanda anche la sua polvere. Successivamente viene posto all’interno di sacchettini, e con una cordina legata ad una estremità viene posta all’interno dei Samovar, e lasciato in infusione nell’acqua.
Jabena è il primo utensile creato per la preparazione del caffè, originario del etiopia. A forma di bricco, in terracotta grezza con un collo stretto e un beccuccio, veniva messo sul fuoco con al suo interno l’acqua. Quando questa bolliva, la polvere di caffè veniva versata al suo interno a più riprese per poi farla riposare qualche minuto. La bevanda veniva servita filtrata in una tazzina. In seguito prende larga diffusione l’ Ibrik, nome del bollitore di rame dal lungo manico, usato per la preparazione del caffè alla turca, che messo sul fuoco con dell’acqua e portata ad ebollizione viene miscelata con la polvere di caffè e lo zucchero, la si porta nuovamente ad ebollizione fino alla comparsa della schiuma, a questo punto si versa il caffè in tazzina e si lascia deporre la polvere.
A meta del 1800 viene inventata l’originale caffettiera vacuum, molto simile ad uno strumento d’alchimista, costituita da due globi, quello inferiore contiene l’acqua e quello superiore contiene la polvere di caffè. La fiamma, alimentata ad alcol, scalda il globo inferiore con l’ acqua che, farà risalire la stessa nel globo superiore contenente il caffè. L’infuso tolto dal fuoco scende attraverso il filtro centrale, in sughero, nuovamente nel globo inferiore. In Italia verso la fine del 1800 comincia a diffondersi la caffettiera napoletana, sistema che fu inventato nel 1819 dal francese Morize e perfezionato successivamente nel napoletano. La caffettiera è composta da tre parti, due recipienti posti uno sopra l’altro separati dal filtro con il caffè macinato. Il procedimento era semplice, bastava mettere l’acqua nella parte inferiore della caffettiera e appoggiarla sul fuoco, al bollir dell’acqua si toglieva dal fuoco e si girava sottosopra. In questo modo l’acqua filtrava attraverso il caffè macinato estraendo l’essenza e l’aroma. Il segreto per una buona riuscita del caffè sta tutto nel cono di carta, detto coppetiello, che va posto sul beccuccio della caffettiera appena girata, così facendo di trattengo all’interno della caffettiera l’amore ed il profumo del caffè. Il 1933 è l’anno di nascita della Moka, pensata per portare il caffè espresso nelle case di tutti.
La Moka ebbe un successo enorme perchè era pratica, ergonomica e costava poco. L’uso era molto semplice: mettendo la moka sul fuoco, non troppo alto, l'acqua si riscalda fino a raggiungere una temperatura non superiore a quella di ebollizione, sufficiente a provocare un aumento della pressione. La pressione del vapore aumenta, provocandone l’espansione. Espandendosi, costringe l'acqua a salire e a passare per l'imbuto che conduce al filtro. L'acqua calda passa attraverso il caffè macinato producendo la bevanda per percolazione, il caffè sale e va a depositarsi nel bricco passando attraverso il “camino". Il brevetto del sistema "Moka" prevede unicamente una forma in sezione trasversale ottagonale per aumentare la presa in caso di superficie bagnata. L'origine del nome Moka risiede nel nome della città di Mokha in Yemen, una delle più rinomate zone di produzione di caffè, in particolare per la qualità arabica.

Non importa come lo fate, l’importante è che lo fate bene.
Buon caffè a tutti!